Innobright Altus 1.4.3, è un innovativo filtro denoise, potente ma un po impegnativo nell’utilizzo. www.innobright.com
Siamo riusciti attraverso un nostro collaboratore a testare Innobright Altus 1.4.3, un software che permette il denoise sui render attraverso un calcolo con metodo Montecarlo sia su singole immagini che su sequenze.

è un filtro molto diverso da altri denoise già testati per Photoshop o After Effects come noiseware o DE:noise come anche il suo utilizzo è molto diverso (e più impegnativo) e lo abbiamo testato con Maxwell render.

Altus è principalmente un programma standalone che richiede da 1 a 6 diversi render con 2 differenti seed (in Maxwell il seed è l’ IDCPU) e quindi, per ottenere il massimo da questo filtro bisogna fornire le seguenti 12 immagini in input:

– il render vero e proprio denominato “beauty” o “rgb” e come già detto bisogna calcolarne 2 con 2 seed diversi. NB: con Maxwell le due immagini calcolate si possono poi unire sommando anche il sample delle immagini stesse (nel mondo di Maxwell sample 7 + sample 7 da 8,64). Il calcolo di due immagini uguali non è quindi da considerarsi tempo buttato al vento.
– la coppia dei seguenti render pass (AOV): Normals, World Position, Albedo, Visibility e Caustics.

Non è obbligatorio fornire tutte le immagini, anche con la sola coppia dei “beauty” il nostro amico funziona, ma per usare il filtro in modo completo è meglio calcolarle quasi tutte… quando possibile.

Le coppie più importanti secondo i nostri test sono le seguenti: beauty (naturalmente), Normals e Albedo, quest’ultima particolarmente utile per la definizione delle texture… ma…

… ma non tutti i render forniscono in automatico questi pass, ad esempio, con Maxwell il pass Albedo ve lo potete scordare e bisogna andarselo a calcolare a parte mentre con Octane, lo abbiamo sostituito con il pass “Diffuse” che va ugualmente bene (non confondete il diffuse pass di Octane con il diffuse render di Maxwell). Arnold e Vray forniscono tutti i render pass senza problemi, idem Renderman e Guerilla.

Un’ulteriore scocciatura è l’uso forzato del formato .exr, che indubbiamente è uno dei migliori, ma pesa parecchio in termini di spazio su disco (è un file che gestisce immagini a 32 bit per canale anche con livelli)… per le singole immagini nessun problema, ma quando cominciamo a parlare di animazioni, le cose cambiano.

Altus funziona sia in modalità GPU che CPU (per quest’ultima bisogna installare i driver OpenCL per cpu) e la seconda modalità diventa praticamente obbligatoria per immagini di grandi dimensioni in quanto il software mangia tanta memoria (gnam gnam)

 

Maxwell3_Altus_Render_Sequence_low
1 – Innobright Altus, test with Maxwell render.

Clicca per ingrandire l’immagine (4036×1158)

Con Maxwell abbiamo calcolato 2 render a 5000×2813 pixel con sample 7 e naturalmente due diversi IDCPU. I render ci sono costati in termini di tempo (render pass compresi) 14 minuti (senza render pass il calcolo si aggirava a circa 10 minuti).
Unendo i 2 render con sample 7 abbiamo ottenuto un render con sample 8,64 per un totale di 28 minuti circa.
Nell’immagine n. 1 i risultati che potete confrontare con un render con sample 14 per 2 ore e 10 min di calcolo.
Sarebbe possibile gestire completamente gli AOV con un render esterno (ad esempio Turtle in Maya) riducendo ulteriormente i tempi di calcolo di quasi 1/3.

Maxwell3_Altus_low
Maxwell render, sample 8.64, 28 min Render Time

Maxwell render, Sample 8.64, 28 min. Clicca per ingrandire (5000×2813 pixel)

Maxwell3_s8,64_low
Altus filter su Maxwell render, sample 8.64

Altus filter su Sample 8.64. Clicca per ingrandire (5000×2813 pixel)

Maxwell3_s14_low
Maxwell render, Sample 14, 2h e 10 min

Maxwell render, Sample 14, 2h e 10 min. Clicca per ingrandire (5000×2813 pixel)

Happy render . :-)))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))